SCARPE E BON TON

SCARPE E BON TON

SCARPE E BON TON

di Nicola Santini- esperto di etichetta e autore di NON LO FACCIO PIU’

Never brown after six. Lo sapevate?

Secondo gli inglesi il marrone non si mette mai dopo le sei, ovvero nel momento in cui si passa dalla tenuta da giorno alla tenuta da sera. Ma questo le scuole di moda non lo insegnano, le commesse lo ignorano e gli stilisti fanno finta di non sapere. Di cosa parlo? Delle scarpe da uomo, che per andare a "botta sicura" a tutte le ore del giorno andrebbero scelte di pelle nera, lucidate a mano, stringate e senza impunture. Con un paio di quelle si ha il passe-partout per qualsiasi occasione, formale e informale.

La scarpa marrone è informale anche se in un modello elegante, va bene in ufficio, in giro, in campagna, ma mai nelle occasioni formali; il mocassino è la scarpa del week end e ricordate che prima di indossarle andrebbero sempre rodate con qualche mese in giro nei corridoi di casa, o come facevano certi lord inglesi, facendole consumare qualche mese dai piedi del maggiordomo per dare quel minimo di aria vissuta.

I concierge degli alberghi riconoscono infatti i signori dai parvenu proprio dalla scarpa: se nuovissima e scintillante, il soldo è arrivato da poco, se un po’ agé ci sono più speranze.

Il consiglio degli esperti è di non indossare un giorno dopo l’altro le stesse scarpe ma di lasciarle "riposare" ogni 48 ore. I fedelissimi di un dato modello dovranno quindi acquistarle a coppia, ma una volta che si hanno le classiche evergreen (o everblack), le più informali polacchine, stringate con impunture o i mocassini, un numero imprecisato di sneakers per (non) andare in palestra o per sembrare più giovani, il corredo delle scarpe per un uomo è pressoché risolto. Come fare dunque? Fine dell’economia?

Per fortuna esiste il gentil sesso per cui le regole si invertono: alte, basse, colorate, sobrie, col tacco 12 o col tacco medio, con il rocchetto o con la zeppa, con il plateau o rasoterra e chi più ne ha, più ne metta, nel senso più spendaccione del termine.

Per le signore il trucco è presto fatto: manutenzione prima di tutto. Perché non c’è cosa più brutta che vedere una signora con una scarpa consumata dal tempo o dalle intemperie, al contrario degli uomini. E poi comodità, che non significa ballerine e scarpe da tennis, ma abitudine. Una scarpa, se deve essere portata tutto il giorno, richiede un minimo di uso fin quando il piede non sia abituato.

Con i tacchi alti non si gira per strada, si usano per tratti brevi come quelli che separano la portiera del taxi e l’ingresso del ristorante, per il resto meglio adottare le abitudini americane che vogliono la scarpa super comoda (consentita anche la sneaker sotto l’abito importante e la gonna) e le scarpe formali in borsetta. La corsa al primo tram in tacco 12? Evitate.

E sotto le scarpe? Secondo il galateo anche nelle occasioni lavorative più informali calze anche a ferragosto. Il gambaletto solo se pianificate una carriera da single a vita e il calzino in spugna solo se avete in agenda la reunion delle Spice Girls.

Ah le calze color carne abolitele per sempre.

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