Mezze stagioni e Bon Ton

Mezze stagioni e Bon Ton

Mezze stagioni e Bon Ton

di Nicola Santini- esperto di etichetta e autore di NON LO FACCIO PIU’

Mezze stagioni, ovvero l’arte di sovrapporre con stile
Se il calendario dice Aprile e il meteo è un grande punto interrogativo, cerchiamo di vedere le opportunità e non solo le sciagure.

Per molti anni si è detto che non ci sono più le mezze stagioni, mortificando, di fatto una parte del guardaroba, tanto appealing quando la si pensa, tanto inutile quando la si osserva incerti tra un’anta e un ripiano.

La buona notizia è che le mezze stagioni sono tornate. Magari non parliamo della maledetta primavera di Loretta Goggi, quella fatta di golfini e giacche la mattina, t-shirt a pranzo e pashmine la sera, ma di una situazione centrale tra il grande caldo e un tiepido inverno come quello appena concluso che lascia sperare in un paio di mesi possibilmente poco piovosi, tali da farci fare un buon zapping tra sovrapposizioni di consistenze, accessori salva giornata e tessuti pensati per essere freschi o protettivi all’occorrenza.

Il denim anche questa stagione la fa da padrone ed è il momento giusto per rimettersi a guardare le giacche in jeans che si arricchiscono di paillettes, stampe, borchie e inserti di tessuti preziosi: inutile tirar fuori quelli sepolti sotto strati di altre epoche: compriamone di nuove, attuali, spiritose. Vanno bene adesso e fino a fine giugno, a sdrammatizzare il rigore di un tailleur nelle prime ore del mattino o per l’aperitivo quando non si ha tempo di cambiarsi dopo una giornata in ufficio, rendono subito rock un abito nero classicissimo, per assicurarsi un’entrata con gli occhi puntati addosso per poi lasciar spazio a un dress code più sobrio e quando tocca agli uomini, ecco che anche il più rigoroso blazer diventa interessante se prima di saltare in moto aggiungiamo uno strato più glamour.

Twin set, spezzati, polo faranno il resto. Qual è il trucco bon ton per vestirsi a strati assicurandosi di non litigare con il termometro così variabile nell’arco di una tiepida o fresca giornata primaverile? La parola d’ordine è comfort: solo capi in tessuti comodi e non facilmente aggricciabili (avete letto bene) possono garantire di poter essere sovrapposti al bisogno: una camicia che si riempie di pieghe al primo movimento non potrà mai ospitare un golfino sopra di sé e poi una giacca, tanto per dire.

Quando ci si veste a strati, gli strati dovrebbero comunicare anche tra di loro: non parlo di abbinamenti total look, ma di armonia. E parlo anche di autonomia: non ci dovremo sentire nudi se manca qualcosa, sovraccarichi se abbiamo aggiunto. Scegliere cose leggere, va da sé è l’altra regola: vestirsi a cipolla come sulle piste da sci è un capitolo a parte e per quello c’è tempo. Almeno due stagioni, direi.

Dulcis in fundo, uomini: sapete che la giacca si toglie solo dopo aver chiesto il permesso e che non si rimane mai in camicia? Se pianificate situazioni informali in cui la giacca va e viene optate per una polo a maniche corte.

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