Bon ton in ufficio

Bon ton in ufficio

D’estate l’eleganza è d’ufficio! Se anche ad agosto devi stare alla scrivania, non dimenticare i consigli del nostro esperto di bon ton Nicola Santini.

di Nicola Santini- esperto di etichetta e autore di NON LO FACCIO PIU’

Montecitorio Beach è la polemica che ha infiammato un’estate dapprima rovente e poi tiepidina. Parlamentari donne sotto accusa per look più adatti ad una lounge pied dans l’eau che ad una sede istituzionale. Eppure non c’è bisogno di sbirciare fino in Parlamento per vedere errori ed orrori nell’abbigliamento durante la stagione estiva: abiti svolazzanti, fantasie imbarazzanti, sandaletti e spacconi, scollature e camicie pezzate, perché per molti il caldo giustifica tutto, a partire dalle cadute di stile. Eppure non c’è ufficio, negozio, museo che non abbia l’aria condizionata o un sistema di ventilazione sufficiente. Se l’eleganza spesso è innata, certi scivoloni non possono essere altro che una scelta. Perché le cose si sanno, basta non dimenticarsele e soprattutto non è né una questione di temperatura, né di soldi.

Un concetto che non mi stancherò mai di ripetere è che il Galateo moderno consiglia più di regolarsi che di imparare le regole. Ed è il contesto a “farla” da padrone. Chiaramente ad un commesso di un negozio di abbigliamento da spiaggia si perdonano (nota: perdonano, non raccomandano) le infradito, se il negozio è a 100 metri dal mare, fa un po’ “travestimento”, se il negozio è in centro città, ma passa. Se poi con lo stesso outfit va dritto all’aperitivo urbano, ecco, qua siamo fuori contesto ed ecco che la stessa scelta, tollerabile prima diventa errore. Quindi non esistono abito giusto o abito sbagliato, accessorio corretto e accessorio scorretto, esistono contesti che richiedono una scelta invece di un’altra e il guardaroba del lavoro dovrebbe essere chiaro a scanso di equivoci.

La scusa delle parlamentari per scansare il dito puntato di fronte a scolli e gonne troppo corte o troppo svolazzanti non regge: gli uomini portano pantaloni lunghi tutto l’anno e (ci si augura) calze sotto le scarpe anche a Ferragosto nelle sedi istituzionali e negli uffici, di questo caldo non è mai morto nessuno.

Ma gli errori che più teme il bon ton sono quelli subdoli perché fatti di buona fede e cattive figure davanti agli occhi più attenti. Per fortuna sono pochi, da riassumere in 7 regole d’oro per il dress code da ufficio:

  1. Niente sandali e scarpe aperte se sei a mostrare le dita dei piedi (uomo).
  2. Se l’uomo non vuole portare la giacca e il contesto è formale non rimanga in maniche di camicia, meglio una polo. Da evitare le t-shirt (uomo).
  3. Calze e calzini sempre, sceglieteli leggeri (uomo/donna).
  4. Scolli e spacchi dopo le 18, fuori dai contesti lavorativi (donna).
  5. Tessuti svolazzanti anche se non tira un filo d’aria sono da riservare al tempo libero (donna).
  6. Fantasie vistose e richiami floreali big size godeteveli nel giorno libero (uomo/donna).
  7.  Il total white in lino è meglio a Ibiza e Capri (uomo/donna)

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